IL CESTINO DEI TESORI: UN’ESPERIENZA DI SCOPERTA ED ESPLORAZIONE

Occorre che il bambino piccolo venga considerato per quello che veramente è: una nuova persona in formazione che ha bisogno – a casa o al nido – non solo di cure fisiche ma anche di rapporti umani e stimoli materiali che attivino, fin dai primi mesi, la sua capacità di sviluppo.” (Elinor Goldschmied, l’ideatrice del cestino dei tesori).

Il cestino dei tesori, nasce dalla mente della psicopedagogista ed educatrice inglese Elinor Goldschmied (1910 – 2009) ed è un gioco educativo poi adottato anche nelle scuole Montessori.

Pensato per bambini di età compresa tra i 6 ed i 15 mesi, cioè da quando riescono a stare seduti autonomamente fino a quando iniziano a preferire il camminare e muoversi.

Si tratta di un cestino progettato per stimolare i sensi del bambino e impegnarlo in un gioco di esplorazione di alcuni “tesori” di uso quotidiano, offrendo la possibilità di agire in uno spazio esclusivo, dove soddisfare la crescente necessità di entrare in relazione con gli oggetti del mondo reale e sperimentarli attraverso tatto, vista, gusto, olfatto, udito e movimento.

Lo sviluppo sensoriale è la grande conquista dei primi mesi di vita; per i bambini avere occasioni per sperimentare i cinque sensi è vitale per rasserenarli e aiutarli a crescere in modo armonico ed appagante.

Il cesto dei tesori è effettivamente un vero e proprio cestino, preferibilmente di vimini (o altro materiale naturale), possibilmente senza manici e abbastanza grande e resistente da non rovesciarsi se il bambino vi si appoggia, contenente oggetti di varia natura, forma, colore, peso odore e sonorità.

Il consiglio è naturalmente quello di ricorrere soprattutto a oggetti naturali, fatti di cotone, lana e legno. E’ importante selezionare oggetti comuni, di uso quotidiano (non giocattoli) e per quanto possibile evitare gli oggetti in plastica. La plastica, infatti, era sconsigliata dalla pedagogista perché ha uno scarso valore sensoriale, non da sensazioni piacevoli al tatto, non ha un odore particolare e nemmeno un sapore unico.

Gli oggetti non devono essere troppo piccoli (per non essere ingoiati) e non devono avere bordi taglienti. Evitare anche fili o bordi staccabili o materiali con coloranti che stingono.

QUALI SONO GLI OGGETTI CONSIGLIATI DA METTERE NEL CESTINO DEI TESORI?

“La parola TESORO suggerisce l’idea di qualcosa di bello e prezioso, gli oggetti devono riflettere questa qualità anche se sono maneggiati dalle piccole mani di un bebé”, scriveva Elinor Goldshmied.

Nel suo lavoro, l’esperta inglese indicava circa 100 oggetti, divisi per categoria, ecco qualche esempio di cosa scegliere per il Tesoro:

  • OGGETTI NATURALI: pigne, sassi, conchiglie, grosse castagne, piume, tappi di sughero, mela e limone (ovviamente da sostituire ogni volta che si propone il cestino).
  • OGGETTI DI MATERIALI NATURALI: spazzolino da denti, sottobicchiere di paglia, pennelli di varie dimensioni, palla di lana;
  • OGGETTI IN LEGNO: cucchiaio da cucina, portauovo, mollette da bucato, nacchere non dipinte, sonagli di diversi tipi.
  • OGGETTI IN METALLO: cucchiai vari, mazzo di chiavi, scatoline sigillate con dentro fagioli, riso, campanello da bici, colino per il tè.
  • OGGETTI IN PELLE, TESSUTO, GOMMA: collarino animali domestici, pallina da tennis, sacchettini di stoffa ben cuciti con dentro lavanda, timo, rosmarino.
  • CARTA E CARTONE: scatolette di cartone, rotoli di carta igienica etc.

Per preparare un cestino ben fornito e vario è importante scegliere un paio di oggetti di ogni categoria e cambiarli nel corso del tempo.

Una volta riempito il cestino fino al bordo è il momento di proporre l’attività al bambino. E’ importante che sia seduto comodo e possa allungare le manine scegliendo nel cesto quello che lo attrae di più. Il genitore dovrà accomodarsi vicino ed ‘esserci’ in modo amorevole e rassicurante ma non invadente a meno che il piccolo lo chieda espressamente. Il bambino deve essere pienamente libero di scegliere da sé gli oggetti che vuole esplorare e continui incoraggiamenti o interferenze sarebbero per lui solo fonte di distrazione. Anche di fronte a tanti oggetti, infatti, i piccoli sanno selezionare e scartare e, spesso, ritornano nel corso del gioco a quello che preferiscono.

Riprendendo i principi cari al metodo Montessori potremmo dire che il genitore deve limitarsi ad essere “l’Angelo custode dell’anima concentrata”.    

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