COSA SOGNANO I NEONATI?

L’importanza dell’attività onirica nello sviluppo neuro-cognitivo.

Ogni genitore conosce la meraviglia e lo stupore che si prova nell’osservare il proprio bambino mentre dorme.

Molto spesso capita di vederlo compiere piccole smorfie, aggrottare le sopracciglia, muovere gli occhietti o addirittura ridere a crepapelle.

Guardando le espressioni del volto dei neonati mentre dormono infatti, si possono percepire emozioni e sensazioni  fondamentali quali gioia, tristezza, paura, stupore, collera e disgusto.

A questo punto la domanda arriva spontanea.. Starà sognando..? E che cosa?

Ovviamente la risposta è sì, anche se, come è ovvio, non è possibile avere informazioni dettagliate sui contenuti di questa attività onirica, vista l’impossibilità dei piccolissimi di utilizzare il linguaggio e quindi di raccontarla.

Tuttavia ancora una volta, a soddisfare la nostra curiosità ci viene incontro la scienza.

Secondo alcune ricerche sull’ attività cerebrale, condotte mediante encefalografia i neonati sognano già dentro l’utero materno. Studi sui neonati hanno dimostrato che essi cominciano a sognare non appena ricevono i primi stimoli dal mondo esterno. All ’interno del grembo materno, infatti, vengono percepiti suoni, intonazioni della voce materna, sensazioni tattili, olfattive e gustative legate alla mamma.

Alla luce delle ricerche compiute, gli specialisti ritengono che i neonati sognino soprattutto sensazioni. Per esempio consistenze, odori, il spore del latte materno, il calore del bagnetto, la sensazione di freddo al momento del cambio. Nella fase del sonno si verifica un’attività cerebrale in cui le informazioni ricevute quando il bimbo è sveglio vengono assimilate e narrate. Attraverso questo mondo onirico, inoltre, vengono elaborate e sviluppate esperienze emotive e sensoriali. Con il sogno, il bambino crea una realtà virtuale che lo prepara a comprendere la sua realtà in stato di veglia anticipandone le immagini, i suoni e le emozioni. Il sogno serve dunque al bambino a riordinare e comprendere meglio la realtà, talvolta ridimensionando le paure. E’ quindi naturale che il piccolo esprima tutte queste sensazioni quando la realtà esterna tace e non ci sono stimoli che possano distrarlo dall’ interpretazione di quanto sta vivendo.

I ricercatori hanno ipotizzato che proprio questa reiterazione durante il sogno abbia la funzione di consolidare quelle tracce che gli stimoli esterni e le prime esperienze del bimbo lasciano nel suo cervello.

Il sonno, dunque, non rappresenta solo lo strumento attraverso il quale recuperare le energie investite nel corso delle varie attività giornaliere, ma anche un vero e proprio mezzo di crescita. Nel sonno infatti, il corpo ed il cervello continuano a svilupparsi, vengono rielaborate le esperienze quotidiane e si radicano ricordi ed apprendimenti.

Sognare è un modo di riposare e imparare, di volare con la fantasia. Non vi preoccupate se vedete i suoi occhi muoversi velocemente, né se fa delle smorfie. Lasciatelo Sognare.

Ma i neonati hanno gli incubi?

No, i neonati non hanno incubi. Gli incubi cominciano intorno al terzo anno di vita, e rappresentano una manifestazione delle ansie del bambino. In generale i protagonisti sono l’oscurità, i mostri, la paura dell’abbandono, la paura di perdersi e via dicendo. Non bisogna quindi spaventarsi se il piccolo scoppia a piangere durante la notte ma bisogna consolarlo con serenità e dolcezza.

Il mondo onirico infantile diventa (dunque) effettivamente accessibile solo a partire dai tre anni di età, quando i bambini sono in grado di raccontare i loro sogni. Ascoltare al mattino i sogni ed invitare i nostri bambini a rappresentarli con dei disegni, è un gioco che può essere molto utile, educativo e piacevole.

Predisporre bene i  piccoli al sonno è molto importante perché possano esprimere le proprie sensazioni elaborate positivamente a livello emozionale.

Il primo consiglio è quello di cessare, a partire da dopo cena, le attività troppo stimolanti. Bene accetti sono un bagno rilassante, un massaggio, piccoli rituali come abbassare le luci o dare la buonanotte insieme  alla casa ed ai giochi. La calma è per il bambino il primo segnale che si avvicina il momento del riposo.

Un aiuto può essere costituito dall’offrire al bambino un oggetto del cuore, come un peluche, una copertina od un foulard indossato dalla mamma e che quindi contenga il suo odore. Oggetti che possono offrire sicurezza e conforto e che sono spesso sufficienti ad aiutare il bambino a riaddormentarsi in caso di risvegli notturni.

E ora…. shhhhhhh… e Buone Nanne per tutti…..